19 de Meirás. Solidarietà [IT]

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Difendere la democrazia, la libertà, la giustizia e la dignità collettiva non è solo un diritto, bensì un dovere. Questo è ciò che hanno fatto un gruppo di persone, democratici galiziane e galiziani, militanti della sinistra nazionalista, sindacalisti, attivisti sociali e culturali, del recupero della memoria storica, lo scorso 30 agosto 2017… in un’azione pacifica e simbolica, consistente nel mostrare due striscioni nel pazo de Meirás, con l’obiettivo di chiedere l’intervento dei poteri pubblici in modo che il patrimonio usurpato dopo il colpo fascista del dittatore Francisco Franco sia recuperato per il popolo galiziano.

Come risultato di questa azione, 19 persone sono state denunciate dalla Fondazione Nazionale Francisco Franco, Carmen Franco Polo e José Cristóbal Martínez-Bordiu Franco, nipote del dittatore. I reati per cui sono accusati comportano sanzioni che ammontano ad almeno 3 anni e 6 mesi e potrebbero arrivare fino a 13 anni di carcere per ciascuna delle persone segnalate, nonché una multa in quantità indeterminata. Stiamo parlando che, per tutti loro, potrebbero arrivare fino a 247 anni di carcere e oltre mezzo milione di euro di multe.

Crediamo che un’azione come questa sia una vera barbarie dal punto di vista sia politico che giuridico. Ancora una volta, si sta tentando di criminalizzare l’esercizio del diritto democratico alla libertà di espressione, un fatto che consideriamo grave e inammissibile. Inoltre, la gravità è ancora accentuata perché chiunque lo fa è la famiglia del dittatore, che si approfitta e beneficia del bottino di guerra, e una fondazione che, a causa dei suoi obiettivi di realizzare apologia del fascismo e la dittatura, non dovrebbe esistere e meno ancora di essere destinataria di sovvenzioni pubbliche dello Stato.

Condividiamo con gli attivisti denunciate la richiesta che tutti i beni rubate da Franco a Galiza (il Pazo de Meirás, ma anche la Casa de Cornide e le statue di Abraham e Isaac del Portico da Gloria) siano restituite al popolo galiziano. Capiamo che è un requisito democratico essenziale e un modo per rendere giustizia alle vittime dirette del saccheggio e alla totalità delle vittime del regime di Franco. È, quindi, anche un magnifico modo di restituire la memoria democratica e la dignità collettiva del popolo galiziano.

Esprimiamo, quindi, piena solidarietà con le 19 persone denunciate e rifiutiamo la criminalizzazione dell’esercizio dei diritti democratici. In questo senso, e per garantirlo meglio anche in questo caso, ci uniamo all’esigenza che il collettivo denunciato ha espresso pubblicamente di abolire tutta la legislazione repressiva dello stato spagnolo che limita le libertà individuali e collettive e la piena restituzione dei diritti per tutte le persone ingiustamente represse. È un imperativo essenziale di dignità e democrazia.